Benvenuti su Samo Blog, l'isola di chi sa cercare! Storie insolite e poco note saranno di casa qui a Samo! Il blog non riproduce la realtà, la crea
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mercoledì 28 dicembre 2016
Samo ritorna
Dopo una lunga di riflessione, Samo Blog ritorna all'opera con nuovi articoli e nuovi contenuti. Seguitemi su Twitter:https://twitter.com/SAMoBlog e su Falsariga: http://falsariga.altervista.org/
mercoledì 9 novembre 2016
Jean-Michel Basquiat e SAMO©
Samo non è solo un'isola greca o un piccolo comune calabrese, ma è anche un nome che è entrato con prepotenza nella storia dell'arte del XX secolo.
Jean Michel Basquiat (1960-1988)
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| Jean Micheal Basquiat |
"Una notte stavamo fumando erba ed io dissi qualcosa sul fatto che fosse sempre la stessa merda, The Same Old Shit. SAMO, giusto? Immaginatevi: vendere pacchi di SAMO! È così che iniziò, come uno scherzo tra amici, e poi crebbe", così Basquiat descrive la nascita della sua tag SAMO. Una battuta di spirito, sotto l'effetto dell'erba, all'amico Al Diaz nel 1978. Jean Michel aveva 18 anni e la sua tag SAMO iniziò a infestare i muri di New York.
Furono quelli gli anni, tra la fine '70-primi '80, che videro la nascita della Street art. Sono gli anni di Futura 2000, Kenny Scharf, Richard Hambleton e Keith Haring con il suo celebre bambino radiante. La strada diventò una galleria d'arte. Si modificò la comunicazione artistica. Furono gli anni di SAMO.
La parabola artistica dell'artista statunitense fu brevissima. E luminosissima. E lo stesso si può dire di SAMO. La vita di Basquiat si concluse, infatti, nel 1988 con la prematura morte per overdose. Aveva 28 anni.
Nel 1977 Basquiat, con l'amico Al Diaz, cominciò a spargere con la loro tag SAMO a Manhattan, concentrandosi nei quartieri di Tribeca e Soho. Jean Michel aggiunge alla tag il simbolo del copyright. Una critica di due diciottenni, con problemi con le sostanze, contro la società capitalista che non li capisce?
Basquiat e Diaz non si limitarono soltanto a diffondere il loro tag, ma sotto il marchio di SAMO dettero voce alle proprie convinzioni. Quasi dei Tweet. In questi vi può leggere una critica alla società e i media americani.
-SAMO© saves idiots and gonzoids
…
SAMO© 4 mass media mindwash
Ma anche:
SAMO as an end to mindwash religion, nowhere politics and bogus philosophy
SAMO is neo form of art
SAMO is the King
The whole livery line bow like this with bigmoney all crushed into these feet
Critica, disagio giovanile, ansia comunicativa, uso di stupefacenti, ribellione generazionale ed adrenalina del rischio. Tutto questo è nel SAMO di Basquiat.
Nel 1980 l'attività dell'artista cambiò drasticamente. Dalle strade alle gallerie. SAMO is Dead, scrisse su un muro. Tuttavia l'elemento grafico, eredità dell'attività in strada, restò sempre presente nelle opere di Basquiat.
Per noi SAMo è la voglia di incidere in una realtà che non ascolta. Una realtà sovrabbondante di stimoli visivi e comunicativi, ma persa nel proprio solipsismo.
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martedì 8 novembre 2016
Samo in Calabria
Samo non è solo un'isola greca del Mar Egeo orientale. Samo è anche un comune italiano in provincia di Reggio Calabria. L'abitato di Samo conta 800 abitanti e si trova a 90 km dal capoluogo provinciale. L'altitudine di Samo è 300 m sul livello del mare. Dall'isola di Samo al paese collinare di Samo.
La storia da Samo a Crepacore
Secondo quanto riporta Erodoto (V sec. a.C.) nelle Storie, l'abitato di Samo fu fondato nel 492 a.C. da alcuni coloni greci, provenienti dall'isola greca. Sfuggivano lontano dalla patria per scampare alle incursioni persiane.
Samo divenne un importante centro della Magna Grecia arrivando a contare fino a 80 mila abitanti. Si dotò di una possente flotta che permetteva ai samii continui scambi con la madrepatria. Dopo la conquista romana, i coloni samii penetrarono nell'entroterra calabrese e si stabilirono temporaneamente sulle pendici dell'Aspromonte per sfuggire alle devastazioni della seconda guerra punica. A Samo nacque Pitagora di Reggio (V secolo a.C.), bronzista e scultore attivo a Reggio Calabria.
San Tommaso d'Aquino (1225-1274) riteneva che il filosofo Pitagora fosse nato non sull'isola di Samo, bensì nella Samo calabrese. Il caso di omonimia con il nome dello scultore e con il luogo di nascita ha generato equivoci.
Nel X secolo i samii si stabilirono definitivamente nell'entroterra per scampare alle incursioni saracene. Nel corso dei secoli Samo, divenuta capoluogo della baronia dei Marullo, mutò il nome in Crepacuore. Sintomo di una nostalgia per la lontana patria?
La leggenda narra che nel 1638, a seguito di un tremendo terremoto una donna, alla quale la scossa aveva ucciso il marito e i sette figli, gridò, in questo modo, il suo dolore: "vedere la mia Samo distrutta mi crepa il cuore". Nacque Crepacore. Il toponimo fu presto variato da Crepacore a Precacore. Nel 1911 Samo ritornò ad essere la denominazione ufficiale del paese.
Questo è il sito di Samo in Calabria: http://www.tuttosamo.it/.
La Samo calabrese, una storia da riscoprire.
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| Veduta aerea di Samo (RC) |
L'isola di Samo
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| Francobollo dell'isola di Samo |
Samo, l'isola dei vasi e del vino, cullata dalle dolci onde del Mar Egeo, è il simbolo di questo blog. Quindi, parliamo di Samo.
Samo in numeri
Samo, in greco Σάμος, è un'isola greca, situata nel Mar Egeo orientale. Soltanto 1,6 km la separa delle coste dell'Asia Minore, oggi Turchia. Ha una superficie di 477.2 km quadrati e una popolazione di 32 977 abitanti (2011). Samo, però, non la si comprende esaminando i freddi dati.
Samo, gli ioni e la tirannia di Policrate
La storia di Samo è la sua ricchezza. Attorno al 1000 a.C. le genti ioniche si insediarono sull'isola. Gli ioni, grazie alla loro sagacia mercantile, procurarono grandi floridezza all'isola, che divenne nei secoli successivi uno dei centri più importanti della realtà greca. La ricchezza dell'isola si basava sulla viticoltura e sulla produzione ceramista.
Nel VI secolo a. C. l'isola raggiunse il suo apogeo e la sua rovina. Policrate instaurò una ferrea tirannia (538-522 a.C.) sull'isola. L'egemonia di Policrate fu garantita dall'alleanza con il faraone Amasis II. Il tiranno iniziò un' incalzante guerra di conquista ai danni delle isole dell'Egeo. Lesbo, la città di Mileto e altre isole minore furono le sue vittime. L'età di Policrate fu anche un tempo di prosperità culturale: i celebri poeti Anacreonte e Ibico dimorarono sull'isola. Policrate fece costruire un acquedotto, che si conserva tutt'oggi, e un grande tempio dedicato a Era, la sua protrettice.
Molti samii, terrorizzati dal potere tirannico di Policrate, abbandonarono l'isola fondando nella Magna Grecia vicino a Cuma la città di Dicearchia. Dicearchia è conosciuta oggi con il nome romano di Pozzuoli.
Alla morte ldi Policrate 'isola entrò nell'orbita persiana perdendo la sua autonomia e il suo splendore. Altri figli di Samo, lontani dalla patria, erano destinati a fare grande il nome della loro patria: Pitagora, Aristarco e Epicuro.
Pitagora, Aristarco e Epicuro.
-Su Pitagora (570-495 circa a.C.) tanto si è scritto e detto nel corso dei secoli. Ed è impossibile distinguere l'uomo Pitagora dal suo mito. Nativo di Samo, si stabilì intorno al 530 a.C. a Crotone, dove fondò la famosa Scuola Pitagorica. Qui, in una commistione tra misticismo e religione, insegnò ai suoi allievi le sue dottrine. Coniò secondo la tradizione il termine φιλοσοφία. Pitagora è forse l'intellettuale che più di tutti ha influenzato, insieme a Platone e Aristotele, la storia del pensiero occidentale.
-Aristarco di Samo (310-230 circa a.C.), astronomo, studiò ad Alessandria. Fu uno dei primi studiosi a sostenere la teoria eliocentrica. Più di 1800 anni prima di Niccolò Copernico. Misurò la distanza della Terra dal Sole e dalla Luna e ne calcolò la rispettiva grandezza. Un pioniere dimenticato.
-Epicuro (342-270 circa a.C.), filosofo, è una delle figure più interessanti dell'Ellenismo. Nato a Samo, fondò ad Atene una scuola filosofica, aperta a tutti, anche agli schiavi e alle donne. Nel giardino, in greco κῆπος, in un ambiente amichevole e giovale, predicò il suo tollerante pensiero filosofico.
Tutto questo (e molto di più) è Samo. In breve. Non vi preoccupate ci ritorneremo presto.
Samo è l'isola dove s'incontrano tutte queste personalità. Una terra di confronto, di confine, di bellezza e di curiosità.
Allora salpiamo verso Samo!
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| Veduta dell'isola di Samo |
lunedì 7 novembre 2016
Portare i vasi a Samo, la bellezza dell'inutilità
"Portare i vasi a Samo" è un'espressione proverbiale che significa: "portare qualcosa proprio dove ce n'è in grande abbondanza, fare o dire cose inutili, superflue" La definizione è tratta dall'Enciclopedia Treccani e quindi non ci si sbaglia.
L'espressione nasce dal fatto che Samo era uno dei centri più importanti nell'Antica Grecia per la produzione fittile. Ed è, quindi, inutile aggiungere dove c'è abbondanza.
Noi viviamo come se fossimo a Samo, abbiamo tutto in abbondanza. Dai beni materiali ai comforts moderni. Allora, è utile portare altri vasi a Samo? Si, è utile.
Perché l'inutilità del gesto ci fa apprezzare cosa abbiamo. Dai beni materiali alla sostanza immateriale.
Viviamo in mondo ultra-connesso, sovraccarichi di notizie e informazioni. Allora, è utile portare altri vasi a Samo? Si, è utile.
Perché l'inutilità del gesto ci fa apprezzare ciò che abbiamo davanti tutti i giorni.
Con questo blog si proverà ad aggiungere dei "vasi" a quelli che già sono a Samo.
Allora partiamo verso l'isola greca di Samo.
Novità seguiranno. Stay tuned!
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